You are currently viewing POMIGLIANO E LA FIAT: PAROLA DI SACCONI …

POMIGLIANO E LA FIAT: PAROLA DI SACCONI …

  • Autore dell'articolo:
  • Commenti dell'articolo:0 Commenti

Ma L’evento di Pomigliano doveva essere un caso particolare. Eccezionale. Lo aveva giurato e strapromesso il ministro Sacconi. Un contratto aziendale ma particolare. Parola di Sacconi. Parola d’ordine non è più lavoro ma produttività. Lavorare di più, guadagnare di meno Marchionne riporta la Panda in Patria, cinquemila operai italiani, ma in cambio niente più orari, niente più riposi, lavoro flessibile, prendere o lasciare. Hanno accettato felici. “Non è un ricatto”. E chi l’ha mai pensato? Marchionne però vuole il referendum e vuole che anche la Fiom sia d’accordo. Tanto l’evento di Pomigliano è un caso particolare. Eccezionale. O così oppure delocalizziamo. Spostiamo la produzione in Cina, o in Corea, magari in Indonesia. Romania o Serbia. Dove facciamo come ci pare. Ma vorremmo favorirvi, voi delle tante Pomigliano d’Italia. Però mangiate questa minestra perché i cinesi la mangiano costano molto meno di voi. È la modernità, bellezza. Vengo anch’io? No, tu no. Ecco che arriva Sacconi. Sale sul palco.

Di ben tutta la possa egli soverchia, con quel che segue. Viene per annunciare l’abolizione dell’articolo 41 della Costituzione. Standing ovation. Notizia: sta preparando l’abolizione dello Statuto dei lavoratori. Lo sostituirà con lo Statuto dei lavori. Un refuso? Macché, avete capito bene: dei lavori. Forse al singolare: del lavoro. Che testoni: al plurale, dei lavori, i lavori sono tanti. Anche i lavoratori. Sì, ma stanno diminuendo ed è un bene che sia così: diminuiscono i lavoratori, aumenta la produttività. Assiomatico. Moderno. Soprattutto moderno. Applausi, standing ovation. Sapete che vi dico? Aboliamo anche il contratto nazionale. Addirittura? Sacconi e Tremonti, Tremonti e Sacconi, un tandem perfetto. Prego passi lei. Ma vuole scherzare? Prima lei. Lei traccia il solco, io mi limito a difenderlo. Troppo gentile, però non si strapazzi. Per carità, è un piacere e un dovere. Il capo comunque è Berlusconi. E ci mancherebbe! Sacconi. Il ministro del Lavoro Sacconi. Anzi il ministro del Welfare e del Lavoro Maurizio Sacconi. Ex socialista. Di sinistra. Lombardiano come Tremonti e Cicchitto. Poi craxiano. Cicchitto, craxiano mai, però iscritto alla P2. Sacconi no, alla P2 no o almeno non risulta. Però ateo. Ma da tre o quattro anni in cerca. Poi in dubbio. Poi quasi in vista. Infine dal 2008 convertito, uomo di fede. Come Bondi. Cicchitto invece no, la fede no. Brunetta, ex socialista anche lui, non si sa ma si tende a credere che non sia in cerca e quindi non trova. Dio, Patria, Famiglia. Lo Stato? Poco. La politica? Moltissimo. La politica deve comandare. Anche Sacconi su quel punto è d’accordo: la politica sì, lo Stato no. Del resto anche Carlo Marx: tanta politica, tanta rivoluzione, per abolire lo Stato. Uomini duri e puri. Uomini di parola.

Lascia un commento