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“ROMEO MENTI”. A NERETO UNA BELLA VITTORIA DELLA DEMOCRAZIA

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Come scriveva  B. Brecht. ‘Ci sono persone che non valgono nulla, che scorrono come acqua nel dimenticatoio. E ci sono persone che lottano tutta la vita. E’ solo di loro che  non si può fare a meno’. Tramite il sito  LE BANANE.IT  -che sta tornando più vivo e tosto di prima-  avevo posto al Sindaco di Nereto alcune semplici domande circa la nota vicenda dello stadio storico “Romeo Menti”  . Queste: 1)    Se per lui una speculazione edilizia è più forte della ragione e delle ragioni degli abitanti della val vibrata. Del bisogno di sport e sociale. Della storia e delle tradizioni di un territorio. 2)    Perché distruggere lo stadio “Menti”  che  per tutti è un simbolo dell’energia vitale della vibrata, degli stili di vita diversi che si sono alternati in vallata. 3)    Perché ignorare la cittadinanza su scelte che ipotecano il futuro della città se non si ha nulla da nascondere, e comunque perché non coinvolgere il territorio in scelte cosi importanti ed impattanti. 4)    Perché distruggere un fulcro di socializzazione di importanza notevole – proprio perché posto in una zona centralissima per Nereto e per tutti i Comuni dell’intero comprensorio Vibratiano – per far posto a nuovi palazzi. 5)    Perché non puntare invece sulla riqualificazione di detto spazio come fulcro per un nuovo sviluppo eco compatibile e di volano economico per il territorio, come punto di snodo di eventi sportivi, culturali e di spettacolo, puntando su appositi e sostanziosi contributi nazionali ed europei. 6)    Infine avrei voluto chiedergli, anche alla luce di noti episodi di criminalità che hanno coinvolto il territorio, come mai in Paese girano voci di interessi mafiosi sull’affare, di soldi sporchi da riciclare, di  soldi che puzzano di morte  e che necessitano di essere “puliti” cancellando la storia e costruendo palazzi. Resto in attesa di risposte. Chiare.

Nel frattempo il comitato democratico di cittadini formatosi allo scopo di sensibilizzare la città e la provincia, e se servirà la stampa nazionale, sul proprio stadio ha ottenuto uno splendido risultato  raccogliendo quasi 2000 firme  a sostegno di un’unica richiesta. Riqualificare lo stadio e metterlo nuovamente a disposizione dei cittadini. Punto. I cittadini di Nereto oltre le stronzate di una possibile futura  e ipotetica regolamentazione del referendum e bla bla bla il referendum se lo sono fatto da soli ed hanno chiaramente detto che  non vogliono mettere la loro proprietà nelle mani dello squalo speculatore di turno. E hanno detto che se qualche lupo amico degli amici proverà ad azzannare il loro territorio sono pronti a lottare. E hanno detto alle autorità locali “parlate pure” noi siamo già in azione. E aggiungiamo noi, ogni carta, ogni rigo, ogni tavola di progetto finirà sui tavoli della Procura e della Guardia di Finanza ed a portarglieli sarò io. Perché –per i motivi già detti e ripetuti-  dietro la  possibile speculazione  sul “Romeo Menti”  c’è odore di camorra, di riciclaggio, di affari sporche e di mazzette.

Non è vero?  E’ “…solo una scheda” ? E’ un errore? Solo un’idea. Solo una ipotesi? Bene. A tornare indietro si fa sempre in tempo. Perché sia e resti chiaro che non ci faremo intimidire ne dalle minacce di denuncia che stiamo aspettando, ne dalle offese di qualche sconosciuto assessore di cui ridono  anche quelli dello stesso partito, ne dai consigli degli “amici”. Dopo questa bellissima vittoria del comitato “Romeo Menti” siamo sempre più determinati a non mollare un metro ai  bastardi che vorrebbero mettere le loro grinfie sulla proprietà pubblica per i loro interessi privati. Bravi tutti quei cittadini che hanno compreso che  appropriarsi del proprio futuro è l’unico modo veramente efficace per combattere le mafie. Le mafie prediligono l’immobilità, il silenzio e l’omologazione, la rassegnazione,  come la corruzione delle coscienze, le concussioni celate dal perbenismo, che inevitabilmente si scontrano con il desiderio di futuro che porta a fare scelte indipendenti, di verità, giustizia, legalità. Brava Antonella, bravo Marino, bravi tutti i membri del comitato.  Solamente chi crede nel futuro sa che coltivare un bene è un lavoro arduo che richiede tenacia e costanza nel tempo. Coltivare nel senso di prendersi cura della terra. Della propria terra.

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