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SABATO 2 APRILE: IN PIAZZA NAVONA CONTRO TUTTE LE GUERRE

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Ci sono manifestazioni che bisogna convocare d’istinto senza tergiversare più di tanto. Soprattutto quando si tratta di ritrovare una visibilità perduta per tornare a dire «stop ai bombardamenti». Un azzardo. In questo caso in Libia – conflitto lacerante più che mai per i pacifisti non solo italiani – e scegliendo una linea che non ammette distinguo perchè la guerra non si può umanizzare, si può solo abolire. Non lo ha detto un’anima bella, lo ha scritto, lo sognava, Albert Einstein, è lui che idealmente mette la firma sull’appello per la pace che ha già raccolto migliaia di adesioni, di singoli cittadini (quasi 30 mila) e di associazioni grandi e piccole sparse sul territorio nazionale (www.dueaprile.it).

Nessuno in queste ore nasconde la difficoltà di pronunciarsi contro la cultura della guerra e nello stesso tempo sostenere le rivoluzioni dei popoli mediterranei, contro le repressioni in corso e per l’accoglienza e la protezione dei migranti, eppure tutta la sinistra più o meno attiva ha deciso di esserci senza se e senza ma; rivendicando anche una sorta di realismo politico per smarcarsi dalla solita accusa di pacifismo inconcludente, perchè è ormai sotto gli occhi di tutti che i paesi volonterosi stanno sganciando bombe sulla Libia senza un piano preciso e in violazione del mandato dell’Onu. Tutti concordano nel dire che nessuna guerra può essere umanitaria. La guerra è sempre stata distruzione di pezzi di umanità, uccisione di nostri simili. Ogni guerra umanitaria è in realtà un crimine contro l’umanità. Se si vogliono difendere i diritti umani, l’unica strada per farlo è che tutte le parti si impegnino a cessare il fuoco, a fermare la guerra, la violenza, la repressione. Nessuna guerra è inevitabile. Le guerre appaiono a un certo punto inevitabili solo quando non si è fatto nulla per prevenirle.

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