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SAN MARTINO, CHI GLIELO AVREBBE MAI DETTO

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Sagre, feste, immancabile la porchetta, salcicce e vino nuovo. Sarà famoso per questo San Martino ?O no ? A furia di sagre e vino nuovo forse a qualcuno è sfuggito che Martino fu uno fra i primi santi non martiri proclamati dalla Chiesa.Paradossi! C’est la vie!Certo nelle feste dei Vescovi, con il vinello fresco e le castagne caldedelle campagne diocesane, tra le ormai note degustazioni di caviale con bollicine millesimate che non possono mai mancare, è sconveniente ricordare che San Martino è il santo francese per eccellenza. Negli inviti fermiamoci ai maestri delle celebrazioni liturgiche che illustrano i cambiamenti relativi al messale. Con festa al termine. Perché scendere nella carne viva del cristianesimo. Sbucciando le castagne e con un bel bicchirdi vino, anche tre, fermiamoci ad ascoltare l’eretico Bagnasco. Perché parlare del vero Vangelo. Invitando Bagnasco e l’amico Bertone èpiù facile dimenticare che San Martino è un modello per i cristiani che guardano al Vangelo come fonte di ispirazione. 

Figlio di un ufficiale ungherese dell’esercito romano, si arruola a sua volta, giovanissimo, nella cavalleria imperiale, prestando servizio in Gallia .Il giovane Martino, iniziò ad avere contatti con i cristiani, a seguirne la dottrina e in breve divenne catecumeno. Trovando inconciliabile la propria scelta di vita con il lavoro nelle armi, chiese di poter abbondonare l’esercito e si recò in Francia e divenne sacerdote. Il suo culto è esteso in tutta Europa, ben oltre l’attico dell’amico del Vescovo, un certo Bertone. “L’apostolo delle Gallie”, in tutto il mondo è venerato dal popolo: in lui si associano la generosità del cavaliere, la rinunzia ascetica e l’attività missionaria. Altro che le vecchie liturgie che puzzano di muffa e mafia. Quasi 800 paesi e quasi 6000 parrocchie portano il suo nome. Per colpa della Chiesa pagana che si perde dietro l’apparenza per disconoscere i valori cristiani,  in Italia San Martino è molto più famoso per le sagre, vino e salcicce, che prendono il suo nome . Ma è uno dei santi più venerati nel mondo. Di ispirazione francescana. Riservato, scelse la vita monastica, la povertà e l’umiltà. Patrono di Francia, patrono delle Guardie Svizzere , festeggiato in tutto il mondo per i suoi miracoli, protettore dei mendicanti. Venerato dalla Chiesa Cattolica nel mondo ma anche da quelle ortodossa e copta. Ovvio che per i Vescovi che lo festeggiano con salcicce alla brace e abbondante genziana – con il silenzio complice di molti pretacchiuli senza palle e senza fede già morti in parrocchia anche se respirano – è un tipo troppo scomodo da ricordare. Ma è uno dei fondatori del monachesimo in Occidente. 

Organizzatore straordinario dell’opposizione all’eresia – che dunque sarebbe utile ancora oggi- fondò a Ligugé una comunità di asceti, che è considerata il primo monastero databile in Europa. Ciò che ha reso famoso San Martino di Tours, in Europa e in America Latina, è l’episodio del mantello. In Italia invece è molto più famoso per le sagre, vino e salcicce, che prendono il suo nome. Paradossi! C’est la vie. Contro la sua volontà gli elettori riuniti a Tours, clero e fedeli, lo eleggono Vescovo nel 371. Martino assolve le funzioni episcopali con autorità e prestigio, senza però abbandonare le scelte monacali. Va a vivere in un eremo solitario, a tre chilometri dalla città, in cui impone a se stesso e ai fratelli una regola di povertà, di mortificazione e di preghiera. Qui fiorisce la sua eccezionale vita spirituale, nell’umile capanna in mezzo al bosco, che funge da cella. Ha la dignità di un Vescovo: dunque rifiuta il lusso e l’apparato di un dignitario della Chiesa, respinge le visite di carattere mondano, respinge le cene, le vecchie damigelle troie, i ruffiani pseudo giornalai, i leccaculo per interesse, i segretari omosessuali che inducono in tentazione i giovani e fanno la morale al prossimo . 

E’ un Vescovo, dunque protegge e da voce alle classi sociali più povere e derelitte, si occupa dei prigionieri, dei condannati a morte; dei malati e dei morti, che guarisce e resuscita. Al suo intervento anche i fenomeni naturali gli obbediscono. Per san Martino, amico stretto dei poveri, la povertà non è un’ideologia, ma una realtà da vivere nel soccorso e nel voto.Come Gesù Cristo. Entità completamente dimenticata in molte diocesi.Di lui si preferisce ricordare la leggenda del mantello. Leggenda per leggenda, visto che i mantelli non si usano più, e per non scomodare Gesù, che poi deve riportarcene uno nuovo, mangiamoci due salcicce, una porchetta bella calda calda, una bella caraffa di vino buono, e sempre viva San Martino.

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