You are currently viewing SARA’ LUI IL RE DELL’ESTATE

SARA’ LUI IL RE DELL’ESTATE

  • Autore dell'articolo:
  • Commenti dell'articolo:0 Commenti

Lo scorso anno non vinse il titolo di re dell’estate per poco. E solo perché in lizza c’erano Jovanotti beach e Vasco a San Siro. Ma quest’anno è in piena corsa, ed è un “Good Times”.  E perché mai meravigliarsi. In fondo lo showman cos’è  se non un mattatore ? E cos’è un imprenditore se non un uomo continuamente sotto i riflettori, continuamente alla prova, continuamente in prima fila  se riesce, con la sua bravura, a tenere incollati i clienti al suo brand ? A guardarlo elegante, pensoso, serioso, ammirato e studiato, dare le carte nelle principali fiere internazionali del settore della moda, nessuno lo direbbe. E neppure quando sale sul palco, ruba l’attenzione, buca lo schermo, conquista la telecamera, inventa la mossetta, regala il movimento d’anca, da il colpo di spada gridando la parola che piace a tutti “f’ammatttì” , nessuno lo direbbe.

Sembra un professionista,  un novello Fiorello vibratiano, si pensa a tantissimo impegno, tanto studio e molta gavetta. E invece lo fa con una naturale spontaneità. Così come d’incanto inventa la maglia che segnerà l’estate, nel contempo s’inventa il ballo che spopolerà sulla costa abruzzese marchigiana .Il re è il re. Per arrivare lì, ad essere number one, al centro del palco, non basta infatti avere talento, carisma, essere telegenici e simpatici: per mantenere l’interesse del pubblico per anni è necessario padroneggiare il linguaggio, i suoi ritmi e i suoi tempi ed è fondamentale reggere la tensione e saper affrontare gli imprevisti. Sia da imprenditore che da showman. Lo scorso anno spopolò la sua canzone con chiare influenze trap, ‘MademoiselleRemix’,  un inno culinario che ha conquistato tutti i social da Facebook a Youtube. 

Ora i tantissimi fans, soprattutto le tantissime ammiratrici che se lo sbranano con gli occhi, e con gli occhi gli gridano che lo vogliono, si chiedono se nell’estate 2020 sarà lui il re dell’estate, con la parodia di “Goodtimes” di Ghali .Si tratta dell’ultima trovata video dell’influencer, playboy, sciupafemmine, food blogger e imprenditore del Maglificio Gran Sasso, Guido Di Stefano. L’istrionico imprenditore santegidiese non è nuovo ai successi social. In passato, infatti, ha realizzato video su particolarità enogastronomiche di successo che gli hanno regalato comparsate su giornali e tv nazionali. Ed è stato protagonista dello speciale Boss in Incognito Guido Di Stefano è senza dubbio il volto del Maglificio Gran Sasso, figlio di uno dei quattro fratelli fondatori. Con oltre trent’anni di esperienza alle spalle, è riuscito a contribuire nella creazione di un brand in grado di mettere in risalto il territorio abruzzese.

L’azienda si trova infatti a Sant’Egidio alla Vibrata e fin dalla sua nascita si è distinta per la produzione artigianale che in pochi anni le ha permesso di diventare il simbolo dell’innovazione del Centro-Sud Italia. Nella vera e propria icona abruzzese – viene considerato così il Maglificio Gran Sasso – Guido Di Stefano, si occupa della collezione donna, uno dei fulcri. Papà, quando mangi sembri un orco, fai ridere! Posta il video, vedrai che piace». Una scommessa nata con i figli tanto per scherzare. È cominciata praticamente così la carriera da food lover per Guido. Ha pubblicato 70 video e battuto i suoi ragazzi (è padre di cinque figli) quanto a numero di follower: oltre 20mila storie pubblicate su Instagram e uno stuolo di imitatori più e meno noti e di ogni età che cercano di scimmiottare il suo stile aggressivo nel decantare la bontà dei piatti e dei prodotti del territorio facendo pubblicità ad un patrimonio gastronomico incredibile “per il quale si fa pochissima promozione” sostiene convinto Di Stefano. 

Evidentemente ci volevano modi più rustici e decisi, stravolgere le regole del galateo e buttare all’aria fiumi di critica gastronomica paludata per fare propaganda al buono e al bello del “Made in Italy” . A lui invece basta bucare lo schermo del cellulare con un godurioso «mmm… fa ammattì» davanti a qualche prelibatezza. Ed ecco fioccare inviti, richieste di seguirlo, offerte pubblicitarie. Perfino Gambero Rosso Channel ha tentato un approccio per coinvolgerlo nel ruolo di assaggiatore in un nuovo format televisivo. Propone indistintamente stellati e osterie, sceglie quello che più gli piace. Va senza avvertire e solo dopo aver pagato pubblica. Gli chef stellati da cui è stato (basta scorrere la pagina e ritrovarlo in posa con i vari Niko Romito, Mauro Uliassi, Errico Recanati, Matteo Iannaccone, Valerio Di Mattia, Daniele Zunica) normalmente ripubblicano il mio video, in segno di gratitudine e di affetto. Ora ha un po’ allentato la frequenza per impegni di lavoro. Si parla di lui come di un fenomeno, un personaggio virale, un influencer. L’approccio è aggressivo, è vero, ma l’obiettivo non è risultare raffinati. Promuove le eccellenze italiane per far conoscere il cibo buono. Le cose buone che qui in zona si mangiano da sempre. I modi sono spontanei. Chi vuole guarda, nessuno è obbligato. Insomma: Guido Di Stefano f’ammattììì.

Lascia un commento