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“SESSION CUBANA WORLD TOUR”

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Aveva scaldato la voce a l’Avana, nelle “prove generali” del “Session cubana world tour”. Ma è all’Arena di Verona che Zucchero ha dimostrato di essere ancora una volta l’incontrastato re del blues. Passano gli anni, nuove canzoni si aggiungono a un repertorio già vastissimo, e il grande cantante emiliano non perde smalto. Un palco che, a chi entra nel grande anfiteatro romano, tempio della lirica ma anche del grande pop rock, mostra una grande bandiera cubana. Ai lati, i due consueti specchi verticali che mostreranno a tutti i volti del cantante emiliano e della sua band. L’Arena si riempie in fretta mentre in cielo le nubi corrono minacciose. Andrà bene, la pioggia cadrà solo mezzora prima dell’ultimo bis. Mentre il sole tramonta, aumenta l’intensità delle luci di tutti i colori che vengono sparate sul palco. Il pubblico è impaziente, applaude, prova a far partire la ola. Venti minuti dopo l’orario scritto sul biglietto le luci proiettate sul pubblico si spengono. Restano solo quelle del palco. Appare Zucchero con tutta la sua band. Niente saluti. Come accade negli ultimi tour, il cantante è seduto. Vengono suonate, una dopo l’altra “Un soffio caldo”, “Il suono della domenica” e “Soldati nella mia città”. E poi ancora “E’ un peccato morir”, “Vedo nero”, “Oltre le rive”. Il pubblico applaude, i fan cantano. Ma l’Arena rimane ancora composta come se assistesse a uno spettacolo teatrale. I brani dell’ultimo album scorrono  uno dopo l’altro, finché Zucchero si alza. E invita l’Arena a imitarlo. “Stand up”, in piedi. Ma forse non c’era bisogno di tanti inviti. Il pubblico di Zucchero sa che per certe canzoni non è ammesso restare seduti, neanche se si ascoltano con un iPod o un mp3. Partono gli evergreen, le canzoni più dinamiche. Da “Bacco perbacco” a “Baila” e ancora “Overdose d’amore”. Arrivano i saluti a Verona, al pubblico che sento tanto vicino, che mi abbraccia”. Zucchero ha sciolto i freni, continua a cantare senza interruzioni, a volte, spiega, è costretto a tagliare le canzoni perché non può farle tutte ma ne vorrebbe fare tante. Si riparte con “Il mare”, “Diamante” e si conclude con “Con le mani”, “Diavolo in me” e “Solo una sana e inconsapevole libidine”. Il pubblico è in piedi, canta ,balla, si sbraccia e applaude. Lo spettacolo è finito, si accendono le luci sull’anfiteatro, si spengono quelle sul palco. Pronte a riaccendersi di nuovo per le 20 date del tour.

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