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SI GIOCA IL FUTURO DELL’ITALIA?

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Le manifestazione che gli studenti stanno organizzando in questi giorni in Italia sono il segno evidente di un Paese che non tollera più le illusioni, le menzogne di Silvio Berlusconi. Non si può più raccontare una storia diversa dalla realtà, non si può più affermare che la crisi non c’è quando le fabbriche si fermano, quando i commissari della Vynils non sono in grado di riavviare gli impianti. Siamo al dunque, si gioca il futuro dell’Italia. Per questo è importante partecipare alla manifestazione per il lavoro ed il futuro dei giovani che la Cgil ha organizzato per oggi a Roma. Quanto sia importante ce lo dicono i giovani, gli studenti, i precari che hanno piena coscienza che questo governo sta togliendo la speranza, la possibilità di studiare, di crescere, di lavorare. Sono iniziative giuste, pienamente condivisibili. L’intervento della Gelmini sull’università, mi rifiuto di chiamarla riforma, deve essere contrastato fino al suo ritiro.

La coscienza di questi giovani si ribella al tentativo di tagliare ancora la formazione, l’università, non vogliono diventare invisibili. È una grande battaglia che merita sostegno e solidarietà. Invito tutti gli studenti a rispettare i monumenti perchè noi, al contrario di Tremonti, amiamo la cultura, la Divina Commedia, il nostro patrimonio artistico. Perchè il Paese non discute più di problemi reali, di lavoratori, di studenti, delle famiglie. Non ci danno nemmeno lo spazio per confrontarci. È una continua forzatura.

Il governo va avanti senza ascoltare nessuno, senza interlocutori, senza esaminare le ragioni degli altri. La rappresentazione della realtà è una finzione, è falsa come si vede nei tg e su certi giornali. Le lotte di questi giorni, sui monumenti, sulle gru, sui tetti, gli scioperi della fame sono un messaggio chiaro: i lavoratori, i cittadini si mettono in gioco in prima persona per difendere il diritto al lavoro, a una speranza di futuro. Bisogna rispettare queste persone ed è grave che certe istituzioni alimentino paure e minacce di fronte alle proteste sociali. Siamo al dunque: quale futuro c’è per il lavoro, per i giovani, in Italia.

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