SI TORNA A PARLARE DI GIACINTO AURITI

SI TORNA A PARLARE DI GIACINTO AURITI

Un piccolo gruppo di studenti universitari UniTe, che ho avuto a lezione in un mio workshop all’Università, sabato mattina mi hanno piacevolmente coinvolto nella organizzazione di un interessante convegno , borderline 5 stelle, sul “signoraggio” e il professor Giacinto Auriti , che si terrà a Teramo a fine settembre. Tra gli invitati Beppe Grillo. Un convegno interessante, su un tema ancora poco conosciuto. Sperando di averli convinti di non limitarsi all’ambito universitario ma di allargare l’invito alla città. Giacinto Auriti, abruzzese doc, professore universitario (cofondatore dell’università di Teramo), grande testa, economista, scrittore, saggista, imprenditore e molto altro ancora, era un poundiano di ritorno, perché partendo dalle considerazioni del grande economista e poeta Ezra Pound,  elaborò una teoria economica che intende la moneta come unità di misura del valore e, come tale, accettata convenzionalmente da chi la usa come mezzo di scambio, divenendo così uno “strumento” dello scambio di beni . Nel suo carattere convenzionale risiederebbe il diritto di chi ne accetta la convenzione, ossia il popolo, di esigerne la proprietà (proprietà popolare della moneta). In questo senso, le banche centrali che sono delle società per azioni private, secondo Auriti ricaverebbero profitti indebiti dal signoraggio sull’emissione di cartamoneta, assumendo una importante responsabilità nell’origine del debito pubblico.

Tale teoria trarrebbe ancora più forza dall’abolizione del rapporto diretto fra moneta (convertibile in oro) e riserva aurea, che avrebbe trasformato l’attività dell’emissione della moneta in un puro esercizio tipografico. Sottolineando ancor di più il carattere convenzionale del valore monetario creato dall’accettazione del popolo di tale convenzione. Auriti fu protagonista di denunce contro la Banca d’Italia per una serie di accuse, portò davanti al giudice la questione del signoreggio bancario, avviò l’esperimento rivoluzionario del Simec nel suo paese natale, con l’emissione di moneta, esperimento che fu interrotto dalla Guardia di Finanza. Ebbi modi di conoscere il prof. Auriti ai tempi del liceo, grazie a Ugo Di Nicola, che lavorava a Teramo in Provincia. Persona di altissimo profilo umano e culturale, un vero signore di altri tempi, oggi un pò in disparte ma, leggo, sempre impegnato nella “Scuola di Studi Giuridici e Monetari Giacinto Auriti”.

In quegli anni, Settanta e Ottanta, l’Europa andava a gonfie vele, l’economia tirava, e Auriti era considerato solo un eccentrico professore che diceva fastidiose cose alternative; in più, era missino convinto, amico di Almirante, e pertanto a priori non andava ascoltato né valorizzato. In quegli anni ’70 il Prof Auriti iniziava a parlare di signoraggio bancario, di moneta, di sistema bancario. Io ero, e sono ancora, più per l’azione. Quel pensiero mi era ostico. Ma Lui era di grande carisma. Era difficile capire di cosa parlasse e, del resto, nessuno sapeva bene di cosa realmente parlasse. Però se ne parlava. Qualcosa di più dicevano i Manucci e Corona, un signore che aveva un negozio sportivo in via D’Annuzio. Ma i tempi erano quelli che erano. Libri pochi, coraggio tanto. Oggi che l’argomento è diventato di pubblico dominio, le teorie economiche del missino Auriti vengono rivalutate. Però restano inascoltate dal sistema come lo furono lui ai suoi tempi. Leggo che in un’intervista del 1999 Auriti dichiarò che un giovane comico, Beppe Grillo, lesse i suoi libri sulla moneta, se ne innamorò, andò a conoscerlo e strinsero un ottimo rapporto.

Vero o non vero, è però una realtà che per un periodo Beppe Grillo, nei suoi seguitissimi spettacoli, iniziò a parlare di signoraggio bancario, di truffa delle banche centrali nei confronti degli Stati sovrani, di moneta e quant’altro, peraltro riscuotendo sempre grandissimi successi. Non so in realtà se Beppe Grillo fu un vero  e proprio discepolo di Giacinto Auriti, però è certo che il comico genovese per un periodo ha fatto delle teorie di Auriti un suo cavallo – vincente –  di battaglia, con il desiderio di combattere il sistema bancario così come teorizzava il professore di Guardiagrele. Oggi le sue idee sono germogliate: devo dire con piacere che il web è pieno di articoli e tesi, video e convegni riguardanti il signoraggio, la truffa della moneta, insomma tutte quelle teorie che Auriti aveva elaborato denunciando le storture dell’intero sistema economico mondiale. Se ne parla, ne discutono gli economisti, sono studiate dai giovani. Le idee di Pound e di Giacinto Auriti, insomma, oggi camminano con altre gambe. Ma camminano.

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