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TERAMO ALCOLICA, ABBIAMO TROVATO L’UNTORE

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Ma non ci credo. Ma dai! Ma non è possibile. Sicuramente è una storia inventata per qualche like in più. Leggo stupefatto che i ragazzi di Teramo bevono alcol. E magari fumano pure. Ma dai! Ma è assurdo. Ma perché infamare i nostri giovani, poverini, poveretti, santi e benedetti, che non sanno neppure di cosa state parlando. Ipotizzare che in due scuole di Teramo, e non di Bogotà, il personale abbia trovato nascosta in bagno dell’erba psicotropa, mi sembra infamante. Asserire che a via Carducci, in via Mazzini, in piazza ma anche addirittura vicino al Santuario della Madonna i ragazzi bevano alcol mi offende. Ma che notizia. Ma che scoop. Ma quanto clamore. I ragazzi degli istituti superiori di Teramo sono immuni da questo vizio. E comunque ora c’è la tolleranza zero, ciasanta. Qua mònz’ pazzia chiù combà. Mò scattano i rimproveri. Ora ci pensa lui.

Una giunta senza ciofeche e incapaci ngiàscit’ a farla, ma ora tolleranza zero. Mannaggiasanda. E comunque, finalmente sappiamo la verità. Finalmente abbiamo il colpevole. Dagli all’untore. Dagli! dagli all’untore! . Lui ci svela il mistero. E’ lui che ha scoperto l’untore. Come le ricercatrici che trovano il coronavirus, lui ha svelato il mistero dei ragazzi che bevono a Teramo: lui è il consigliere di destra sinistra, civico, sinistra destra Giovanni Luzi. Che in un mix tra la voglia di farsi notare, dire qualcosa tanto per dire, prendersela con il Sindaco per qualcosa perché lo ha cacciato, se la prende con Francesco Marcellini, Mauro Pomponi, Antonio Riccioni, Massimiliano Zechini… e chi più ne ha più ne metta. Ora sappiamo la verità: se i ragazzi bevono la colpa e dei vari “aperistreet” , delle discoteche, delle feste in genere da San Nicolò a Miano (dove non si beve acqua), di Vittorio il Fenomeno, di Nduccio e compagnia cantando. Ora stiamo più tranquilli. Dimenticavo, è anche mia. Meno, ma anche mia.

“Untore” un pò mi mancava. Con questa logica le vittime innocenti di questa “caccia all’untore” sono tante. Quindi nessuna. Stamappust’. La verità purtroppo è un’altra. Il consumo di alcol tra i giovani è un fenomeno molto preoccupante, a Teramo come ovunque, perché sempre più in aumento, sia a livello nazionale che internazionale. I ragazzi, ovunque, sono orientati verso il modello che in America è chiamato Binge Drinking, in altre parole abuso di alcol concentrato in singole occasioni. E non bevono solo quando c’è una festa, ma ogni volta che c’è, o si creano, una occasione di gruppo. Ovvio che nei fine settimana è per tutti più facile. Con la gioia delle mamme e dei papà che dopo la palestra vanno a farsi una pizza.

Assumere alcolici per i più non è un piacere ma un mezzo per provare sensazioni forti, per sentirsi più grandi e più “cool”. Basterebbe parlare con loro per capire. Basterebbe provare a capire per provare a dare una risposta. Che certamente non è quella delle sanzioni e dei bacchettoni abbotta palle. E’ bevendo che si sentono sicuri, diventano più loquaci, meno timidi e davanti al gruppo di amici acquistano visibilità. Chi non beve è considerato un outsider, uno che non trasgredisce e viene ben presto emarginato dal gruppo. Una volta era quello che studiava troppo che stava sul culo a tutti. Oggi chi non beve e non fuma deve stare fuori dal giro. Passeggiare per la strada o all’interno del locale con la bottiglia in mano, o un bicchiere pieno di super alcolico, diventa uno “status simbol”. Non è necessario conoscersi perché quel gesto racchiude il mondo dei giovani dal quale gli adulti sono esclusi. Questi ragazzi (che non sono tutti) amano i piccoli rischi che gli creano grandi emozioni. Una multa li farebbe diventare eroi per una sera. Tanto mamma e papà (ovviamente non tutti) alla palestra, l’estetista, la pizza, le stronzate sul cellulare non ci rinunceranno. Quindi stapposto così. Poi, i più sono privi di interessi ed obiettivi tanto da essere sopraffatti dalla noia e dai sentimenti inutili, e la loro autostima è scarsa, anche se tra loro ci sono ragazzi molto più preparati e intelligenti delle precedenti generazioni. Fatti i compiti in un’oretta non sanno più che fare. 

La (mia) verità, che nessuno vuol vedere, è che l’alcol si trova ovunque e tutti lo vendono, a tutti. Se uno vuole bere e fumare trova ciò che vuole. Di droga, in varie forme e prezzo, la città è piena. A piazza Garibaldi si trova di tutto a tutte le ore. È questa la vera, grande invasione che arriva dal mare. È un fiume in piena. Uno tsunami di erba e polvere bianca che invade il mercato dello spaccio. La verità che tutti conoscono, ma nessuno vuol vedere, è che a Teramo Piazza Garibaldi, a Mosciano retro uscita A14, a Giulianova zona campeggi, a Roseto parcheggio retrostazione, non c’è mai stata tanta erba, cocaina ed md, pronta per ilconsumo.

Non dico niente di nuovo: la droga è tanta, e sono tanti i tipi di droghe che i ragazzi usano, e non solo negli istituti superiori. Solo se arriva la signora morte qualcuno si allarma, fa due mosse, dice qualcosa, “Adesso faremo” “Adesso tolleranza zero”. Qualche docente consapevole c’è. Diciamocelo pure, ogni giorno c’è un esercito di persone di buona volontà, che legge in faccia i nostri ragazzi e si accorge che qualcosa non va, in quei rari istanti in cui alzano lo sguardo dai phone, e vorrebbero dire, e vorrebbero fare. Ma hanno paura. Ne conosco tantissimi di docenti volenterosi, bravi, motivati, che forse potrebbero fare. Ma hanno paura . Perché i veri nemici dei nostri giovani sono i genitori. Lo so, certo, non volendo. È ovvio. Ma la colpa è loro se i ragazzi sono grigi, mosci, senza interessi, senza amori, privi di voglie, privi di stimoli. A molti di loro non interessa neppure il sesso. Un pò di sport, poco. Un pò di inglese, poco. Una passeggiatina, poco. Buoni, zitti, sempre tra loro e per i fatti loro. Non dicono, non fanno, non chiedono, non parlano, non ascoltano, non disturbano. Basta comprargli un telefono nuovo. Provare a parlare, provare ad ascoltare. Provare a capire. E perché mai, ora che abbiamo trovato gli untori. E stapposto. 

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