TERAMO NON AVRÀ PIÙ RAPPRESENTANTI

TERAMO NON AVRÀ PIÙ RAPPRESENTANTI

La massa imbufalita sembra come indiavolata, E’ tutto un grido, è tutto un lazzo, urla e grida e non capisce più un lazzo. “Revolucion! Revolucion!” E’ forse oggi il giorno nuovo annunciato dai profeti ? “Revolucion! Revolucion!” Ogni cittadino risparmierà ben 50 centesimi. Quasi un caffè. Eddai su, ci sono motivi di gioire. Non sentiremo più parlare di CCC, CPP, PPP, PUPUPU, Comunisti, Fascisti, tutto ciò che è sotto il 5% non avrà più rappresentanza nelle istituzioni nazionali, non esisterà più se non perdendo la propria identità. Secondo me è sbagliato. Ma oggi è difficile sostenere che si è contro il taglio dei parlamentari. La rabbia bavosa contro la democrazia parlamentare e il sistema democratico, che sarà imperfetto ma resta il miglior sistema di tutela della libertà di espressione e rappresentanza, salvo poi votare liberamente ladri, banditi, inquisiti, cocainomani, troie, quando e se pensiamo che possano fare il nostro interesse.

La cagnara qualunquista sui costi della politica, mentre i veri costi sono quelli legati agli sprechi, figli delle ruberie in tutti gli ambiti, dove tutti vorrebbero mettere le mani.L’enfatizzazione del qualunquismo, e il trionfo della tronfia ignoranza, rendono ogni discussione sterile. Quindi evitiamo di farla. Anche perché rabbrividisco nel sostenere che Sgarbi – questa volta – ha ragione. Tremo alla sola idea di pensarla come Casini. Dei risparmi, della semplificazione, dei rischi di rappresentanza ed effetti collaterali: problemi e benefici della riforma, non gliene frega niente a nessuno. Viva l’Italietta. I dati sono questi. Dagli attuali 945 si passa ai futuri 600 parlamentari. Si da una ‘sforbiciata’ degli eletti con unariforma costituzionale targata M5s, e ora appoggiata anche da Pd, Leu e Italia viva (nonostante nelle tre precedenti votazioni abbiano votato contro), tutte forze che sostengono il governo Conte. La paura di votare fa tanti miracoli. Il via libera alla riforma, non avverrà prima di gennaio 2020, in quanto bisognerà attendere i tre mesi previsti dalla Carta per consentire, a chi lo ritiene necessario, di richiedere lo svolgimento del referendum.Cioè nessuno perché nessuno è così pazzo. Andiamo avanti. 

Come sanno in pochi – non trattandosi di materia abitudinaria di Non è la Durso – la ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti..Questi tagli sono una modifica sostanziale dell’assetto parlamentare che comporterà una serie di potenziali effetti collaterali, che è necessario non sottovalutare.Con il parlamento riformato si passa a un deputato ogni 151.210, e a un senatore ogni 302.420. Con questa nuova proporzione, l’Italia diventerebbe il Paese europeo con il minor numero di eletti in una camera bassa (Camera dei deputati) in relazione alla popolazione, con 0,7 deputati ogni 100mila abitanti, a fronte dello 0,8 della Spagna, dello 0,9 di Francia e Germania e dell’1 del Regno Unito. Il tema della rappresentanza ha ricadute anche sul pluralismo e sul diritto di tribuna, ragione per la quale il taglio dei parlamentari è legato a doppio filo alla riforma della legge elettorale. Un minor numero di eletti, infatti, rischia, di porre uno sbarramento quasi invalicabile per i partiti più piccoli. Con qualunque legge elettorale, le soglie implicite per accedere all’aula saranno altissime. Per cui una parte delle regioni italiane eleggerà 3/4 senatori, con una rappresentanza limitata ai due tre partiti maggiori. Si tratta dunque di una riforma che trasformerà il Parlamento in una Camera elitaria in cui saranno rappresentate le grandi città, ma dove non saranno rappresentati i cittadini delle piccole province come Teramo, che, in futuro, si dovranno scordare la conoscenza diretta di un parlamentare o la sua presenza sul territorio, per rappresentare e tutelare il territorio.

Voi mi direte: ma neppure oggi ci sono dei parlamentari che vivono, conoscono e tutelano il territorio. E avete ragione. E quando c’erano i Tancredi e Ginoble hanno fatto tutto tranne che tutelare il territorio. E anche questo è vero. Inoltre,  nel caso in cui dovesse rimanere in vigore il Rosatellum, c’è il rischio che una forza con il 30 per cento circa dei voti possa conquistare la maggioranza assoluta dei seggi.Per ovviare a questi “rischi”, le forze di governo hanno siglato un accordo che prevede, tra i vari aggiustamenti, il progetto di nuova legge elettorale entro dicembre 2019. Ci credete voi ? Si arriverà ad un sistema tutto proporzionale ? Doppio turno? Maggioritario ? Una questione su cui i promotori del taglio dei parlamentari hanno insistito molto, è il risparmio per le casse dello Stato. Consideriamo che, in base a quanto riporta il bilancio della Camera lo Stato spende ogni anno 144,9 milioni di euro, ricaviamo un costo annuo di 230 mila euro a deputato. Una riduzione di 230 deputati, dunque, creerebbe un risparmio potenziale di 52,9 milioni di euro ogni anno. Facendo lo stesso calcolo per il Senato un taglio di 115 membri di Palazzo Madama creerebbe un risparmio potenziale di 28,7 milioni di euro ogni anno. Tra Camera e Senato, quindi, i risparmi sarebbero 81,6 milioni di euro ogni anno.

Questa stima tuttavia è da considerarsi leggermente imprecisa, perché non tiene conto dei possibili risparmi che avrebbero le due Camere per il semplice fatto di dover ospitare 345 persone in meno. Per dare un ordine di grandezza, anche arrotondando a 100 milioni i risparmi che si avrebbero ogni anno con il taglio dei parlamentari, questa cifra rappresenta lo 0,005 per cento scarso del debito pubblico italiano e un seicentesimo scarso di quanto spende il nostro Paese ogni anno di soli interessi su tale debito pubblico. 100 milioni sono troppi per la nostra democrazia ? O sono troppo per quattro sgallettate che sembrano in una perenne sfilata di moda, con nasi e labbra rifatte, per alcuni noti cocainomani noti a tutti, per della facce da faccendieri, per una banda di ignoranti e qualche balordo. Tutte belle persone. Che ci rappresentano bene. Perché votate da noi.

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