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TRASFORMISTI, GATTOPARDESCHI, VOLTAGABBANA. GIUDA

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Trasformisti gattopardeschi. Giuda. Voltagabbana. La politica oggi fa vomitare i più, e soprattutto i giovani, anche perché esistono loro. Potete chiamarli transfughi, fuoriusciti, pentiti, stabilizzatori. Oppure, molto più semplicemente, traditori. Sono i politici che, per ragioni di natura personale, a seconda delle convenienze, passano da un partito o maggioranza all’altro. Con buona pace dei presunti ideali e degli elettori. E’ un tema vecchio, certo, quello degli “opportunisti” pronti a salire sul carro del vincitore. Del resto anche la Costituzione difende il diritto di un politico a passare da uno schieramento all’altro, vietando espressamente il vincolo di mandato. Quindi applaudo convinto la scelta di “Toro seduto” Bellachioma di dare un bel calcio in culo ai tranfughi e trasformisti, e ai furbetti dell’Udc. E in particolare a Olivieri e Gerosolimo che, dopo aver servito e giurato fedeltà a D’Alfonso, hanno tentato di reinventarsi infilandosi di soppiatto, notte tempo, a pochi minuti dallo scadere dei tempi di presentazione, nelle liste dell’Udc apparentate cor romano Marco Meloni, che non conoscendo l’Abruzzo, non conoscendo Pescara, non conoscendo Teramo, non conoscendo l’arrosticino, non conoscendo proprio nulla dell’Abruzzo, tanto meno poteva conoscere storie e volti di Mario Olivieri e, ancor meno di Gerosolimo, che in modo ancora più infido, intendeva sfruttare il volto pulito della moglie, signora Marianna Scoccia, facendo presentare lei al suo posto. Vabbò ma una cosa così non la fanno manco in Arabia.

Altro che cristiani, un concetto della donna così non ce l’hanno manco gli integralisti afgani. Ma il mio “Toro seduto” Bellagamba li ha attesi al varco e, ben lieto, li ha sfanculati come meritano gridando come Gesù nel tempio “Egredimini de medio domus meae. Vos autem fecistis illam speluncam latronum” e agitando in alto e ben in vista il suo vibratore “Cuba 36” che userà dopo le elezioni. Obbligato ad obbedire a tutti i tipi di ordini di Toro Seduto il povero, desolato e confuso candidato presidente Marco Meloni, ha dovuto subire le decisioni del socio di maggioranza della sua coalizione. Per paura di dover assaggiare lo strapon di Toro Seduto. Ben sapendo che non c’è nessuna coalizione a sostenerlo. C’è solo la Lega fanatica forte dell’onda Salviniana che, con il 23%, tira per se e a Teramo farà eleggere Pietro Quaresimale. Salvini è stato chiaro: lui si misura solo in vista delle Europee per cercare di avere a maggio la maggioranza a Bruxelles con il gruppo ENF (Europa delle Nazioni e libertà). Di Marco Meloni se ne sbatte i coglioni.

Dall’altra tre gruppetti, Forza Italia con il 7% che prenderà solo 1 consigliere a Pescara e 1 a Chieti . Fratelli d’Italia con il 4 % che prenderà il consigliere a L’Aquila e Chieti. Solo se si fosse candidato Morra, -persona capace e stimata in modo trasversale – superando il 6% ma anche 7% visto il declino di Forza Italia e le liste deboli leghiste, l’avrebbe preso nel teramano. Poi un gruppetto di azzeccagarbugli di cui non ricordo il nome che otterrà massimo 0,5% . Sempre che non arrivi prima un tabulato telefonico dall’Albania e un mandato di arresto. Nella coalizione dell’estrema destra è rimasto anche Gaetano Portaiello con le sue splendide armate di recente radunate in pompa magna nella Fiat Idea di Gianni Chiodi. Perché poi Gianni Chiodi faccia usare la sua fiat e il suo nome da Portaiello, che non gli porta proprio niente, ancora lo devo capire. Ma un motivo c’è. Portaiello giura e spergiura sottolineando in ogni modo “di essere all’oscuro della manovra”. Perché a tutti è venuto da pensare “excusatio non petita, accusatio manifesta? Nella presentazione delle liste a Pescara girava voce che, quando si voglia divertire, Toro Seduto Bellachioma chiami Portaiello per dirgli “Sto scrivendo l’organigramma di giunta. Allora per voi vanno bene tre assessori”… poi mette giù e ride ride ride sbattendo forte un vibratore modello “Cuba 36” sul tavolo, in attesa del 10 febbraio quando su 11 consiglieri della minoranza (+ candidato presidente) 7 saranno i suoi . Poi però c’è un però : come si fa a dire che la lista Udc non fa parte della coalizione visto che esiste un apparentamento ufficiale, con tanto di firma di Marsilio, che certifica l’appartenenza dell’Udc alla coalizione ? Si può rompere un apparentamento ?

Io credo che per legge non si rompa in modo unilaterale. Quindi chi vota er romano Marco Meloni voterà anche UdC. Anche perché la candidata Marianna Scoccia, proveniente da alleanza nazionale, lungi dal chiedere scusa per la sveltina, lungi dal vergognarsi, lungi dal riconoscere l’errore, sul sito face book scrive esplicitamente di “invidia malcelata” per i tanti voti e di un “attacco vile, razzista, sessista e provocato solo dall’invidia” di Marco Meloni. E annuncia voglia di vendetta. Naturalmente a questo punto è d’obbligo il mio finale. Tutto questo può accadere solo perché i cittadini nella loro indifferenza e nel loro bieco egoismo hanno di fatto cambiato tutto nella politica italiana. Soggetti, attori, linguaggi, obiettivi. Se i cittadini dichiarassero guerra ai traditori questo non potrebbe accadere. Personalmente già da tempo ho fatto mia la frase di Eleanor Anna Roosevelt:“Se qualcuno ti tradisce una volta, è un suo errore. Se qualcuno ti tradisce due volte è un tuo errore.” 

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