UN APPELLO ARRIVA DALLA FRANCIA: INDIGNATEVI

UN APPELLO ARRIVA DALLA FRANCIA: INDIGNATEVI

Sono stato invitato allla presentazione del libro “Indignatevi” di Stéphane Hessel, che si svolgerà domani alle ore 17 a Roma. Questo piccolo libro  è un bestseller in Francia, in poco tempo ha già venduto oltre 750 mila copie, pur essendo stato pubblicato da una sconosciuta casa editrice, la Indigène éditions di Montpellier, al costo di soli 3 euro. Questo libro in Italia avrebbe avuto lo stesso successo ?   “Non vi esasperate, ma sperate e indignatevi! La peggiore abitudine è l’indifferenza. Indignarsi è il primo passo per impegnarsi”. I princìpi e i valori della Resistenza e della Costituzione sono in pericolo, così come i cardini della democrazia che erano stati fissati alla fine della guerra dai padri fondatori dei “Nuovi Stati”, usciti da quel “periodo oscuro” dell’umanità. A lanciare il grido di allarme è un intellettuale francese di 93 anni, già membro del Consiglio Nazionale della Resistenza, impegnato come diplomatico presso l’ONU come segretario della speciale Commissione incaricata di redigere la Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo nel 1948.

E’ Stéphane Hessel, da sempre spirito combattivo, nato in Germania da famiglia ebrea, ma rifugiato in Francia, da sempre socialista, anticolonialista e ancora in grado di stupire l’opinione pubblica del suo paese. “Ci rivolgiamo alle giovani generazioni perché facciano vivere, trasmettano, l’eredità della Resistenza e i suoi ideali. Diciamo a voi: Prendete il testimone della staffetta, Indignatevi!”. Hessel mette in guardia i suoi connazionali dal degrado sociale, economico e politico che sta attraversando la Francia e con lei anche le altre nazioni, che hanno vissuto l’epopea eroica della Resistenza e gli anni di forte tensione ideale e morale della “ricostruzione”. “Dobbiamo vigilare tutti insieme affinché questa nostra società resti una società di cui andare fieri: basta con questa società di diseredati “sans papiers”, senza documenti in regola, con le espulsioni, i sospetti verso gli immigrati; basta con questa società nella quale si rimette in discussione il sistema delle Pensioni, i diritti acquisiti della Sicurezza sociale; basta con questa società in cui i media sono nelle mani degli “arricchiti”.

Una vera democrazia ha bisogno di una stampa indipendente; la Resistenza lo sapeva già, lo esigeva, quando difendeva “la libertà di stampa, il suo prestigio e la sua indipendenza nei confronti dello Stato, dei poteri economici e dell’influenze straniere”. Ma tutto questo oggi è in pericolo”. Secondo Hessel “L’immenso scarto tra i molti poveri e troppo ricchi, una differenza che non cessa di accrescersi. E’ la novità a cavallo del XX e XXI secolo: i più poveri nel mondo oggi guadagnano appena 2 dollari al giorno. Non si può permettere che questa differenza cresca ancora, Questo scandalo basterebbe da solo a suscitare un impegno. La seconda sfida riguarda i diritti dell’uomo e lo stato di salute del pianeta. Certo esiste un’altra concezione della storia. I progressi compiuti dalla libertà, la competizione, la corsa al “sempre di più”, tutti fattori che potrebbero però essere visti come un uragano distruttore”. Ecco allora la sua lucida analisi sulla crisi che le società stanno vivendo da oltre due anni: “Si osa dirci che lo Stato non può più assicurare i costi di alcune misure civili, sociali. Ma come possono mancare oggi i soldi per mantenere e prolungare queste conquiste, mentre la produzione delle ricchezze è enormemente aumentata.

E’ arrivato il tempo che il pensiero dell’etica, della giustizia, dell’equilibrio sostenibile divenga prevalente, perché rischi gravissimi ci minacciano e possono mettere un termine all’avventura umana su un pianeta che potrebbe diventare inabitabile per l’uomo”. Il motivo di base della Resistenza, ricorda Hessel, era l’indignazione e così la sua memoria ritorna al monito, al “messaggio libertario” lo definisce, di Jean Paul Sartre, il grande scrittore-filosofo dell’esistenzialismo: “Voi siete responsabili in quanto siete degli individui”, ovvero, chiosa Hessel, “la responsabilità dell’uomo non può essere delegata né al potere né a Dio; al contrario, occorre che s’impegni nel nome della sua responsabilità di persona umana”. Il comportamento peggiore, quindi, è restare indifferenti, accusa Hessel: “Comportandovi così, perdete uno dei fondamenti dell’essere umano, uno dei più indispensabili: la facoltà di indignarvi e impegnarvi che ne è la conseguenza”.

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