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UN VOTO CONTRO BERLUSCONI & CO: A MILANO, A NAPOLI…COME A ROSETO

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Leggo sulla stampa odierna dei dati economici terrificanti. Altro che D’addario, Noemi e Bunga Bunga. L’Istat parla di 15 milioni di poveri e 5 milioni sulla soglia. Milioni di giovani disoccupati. Dati che scattano una fotografia drammatica della situazione che vive oggi il nostro Paese. Invece di perdere tempo con proposte false e patetiche come il decentramento dei ministeri e la cancellazione delle multe, invece di occupare i telegiornali per ricoprire di insulti gli avversari politici, il governo dovrebbe pensare a portare con urgenza in Parlamento dei provvedimenti reali, seri, a sostegno delle famiglie e dei giovani. Ma ciò che mi colpisce maggiormente è che oltre la metà del Paese si dichiara insoddisfatto. Un’insoddisfazione sorda ma non più muta. Che trapela da mille segnali, piccoli e grandi. Le proteste sociali che si susseguono, da mesi. In modo ostinato e insistente. Nelle piazze, nelle scuole, nei luoghi di lavoro. L’abbiamo riconosciuta, da ultimo, nel voto amministrativo. Che è un voto nazionale. Che ha rivelato cambiamenti profondi. E inattesi. Dietro a tanta insoddisfazione si colgono tanti motivi, di natura diversa. Uno, però, risulta evidente.

L’ascensore sociale è in discesa Se è vero che il voto è l’unico strumento democratico, l’unico modo che abbiamo di esprimere il nostro parere su ciò che ci è sembrato giusto e ciò che è sbagliato nella gestione di una amministrazione uscente. Se è vero che amministrare significa mettersi al servizio delle esigenze degli abitanti  anzitutto prendendole in considerazione, fornire risposte, cercando di realizzare ciò che è  concretamente e realisticamente realizzabile. Attraverso il voto dobbiamo esprimere la propria opinione. A Milano, a Napoli. Ma anche a Roseto. Lo considero prima di tutto un dovere oltre che un diritto. Ma ciò che conta è che non si voti per avere qualche favore personale, per una raccomandazione. Si vota per un ideale, per un programma. Si vota per esprimere una opinione. Votare per un Sindaco è molto importante. Perché il Comune è l’ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo. Il Comune ha un compito di regia: deve cercare di mettere in condizione tutti coloro che vivono, operano, lavorano sul territorio di dare il meglio di se stessi in un contesto armonioso e positivo.

Il Sindaco ed i consiglieri tutti hanno il compito di cercare, con spirito di servizio, di migliorare le condizioni di vita di coloro che occupano il territorio Comunale . Allora io invito i cittadini liberi, democratici, cattolici e di sinistra di Milano, di Napoli come di Roseto a dare un loro voto contro il Berlusconismo. So bene che questo voto libero, alto, di valore sulla qualità di vita di una città nella nostra realtà figlia del sistema “gaspariano” prima, “berlusconiano” oggi, non ha la massa critica per cambiare le sorti di una elezione politica. Ma qualcosa sta cambiando da quando esiste una grande quantità di persone che prima più o meno ignoravano gli strumenti partecipativi: ora c’è qualche margine di manovra comunicativa in più rispetto al passato. Invito i cittadini di Roseto ad un Voto di coraggio, intelletto e passione. Ad un Voto di forza, follia ed ostinazione. Un Voto di mancata rassegnazione. Per una nuova stagione politica nazionale libera da Berlusconi & soci. Invito i cittadini di Roseto ad un voto di lealtà politica, volontà e trasparenza. Un Voto che prenda ogni distanza dalle pacche di Chiodi, dai ricatti sul lavoro, dai piaceri alla provincia, dagli intrallazzi dei comunicatori e dalle strette di mano dei lupi. Li invito ad un Voto decente, per chi ancora spera in una Italia libera dal malcostume e dal malaffare. Per dare un segnale di speranza. Visto che un cerino è e resta sempre meglio del buio.

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