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UNO/DUE… LA FINE SI AVVICINA

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Uno/due: la fine si avvicina.  Secondo i nuovi comandamenti costituzionali berlusconiani della cosiddetta democrazia sostanziale, la legge deve soggiacere davanti all’opportunità e il potere deve prevalere sul diritto.  Prima un decreto “salva lista” che vìola le norme elettorali che sono materia condivisa e indisponibile per una sola parte in causa, soprattutto quando questa opera a palese vantaggio di se stessa.  Poi l’approvazione di un provvedimento che tutela premier e ministri “impediti” in caso di procedimenti giudiziari.  L’obiettivo finale rimane lo smantellamento della carta costituzionale in senso autoritario.  I continui abusi del premier e del governo complice, piegato, inetto e silenzioso pesano sulla democrazia quotidiana che fissa la misura di se stessa a tutela di ognuno in passaggi procedurali che valgono per tutti. 

La falsa furbizia del legittimo impedimento come del decreto “interpretativo” completano culturalmente la lunga collana di leggi ad personam, che tutelano la sacralità intoccabile del leader, sottraendolo non solo alla giustizia ma all´uguaglianza con suoi concittadini.  Anzi, sono l´anello mancante, che collegano la lunga serie di normative ad personam al sistema stesso, rendendoli in solido oggetto dell´arbitrio del potere: persino nelle regole più neutre, come quelle elettorali, scritte a garanzia soltanto e soprattutto della regolarità del momento supremo in cui si vota.  Ripeto: secondo i nuovi comandamenti costituzionali berlusconiani della cosiddetta democrazia sostanziale: la legge deve soggiacere davanti all’opportunità e il potere deve prevalere sul diritto. 

Questo uno/due unilaterale compiuto dalla maggioranza a tutela di se stessa può sembrare una prova di forza.  È invece la conferma di un´atrofia politica di base e di vertice, che somma un vizio finale alle colpe iniziali, rivelando il vero volto che nei sistemi democratici assume la forza quando è senza politica, e fuori dalle regole che la disciplinano e la governano: l´abuso di potere.  Ma c´è qualcosa di oscuro in questa leadership affannosa e affannata che usa la politica solo per derogare da norme che non sa interpretare nella regolarità istituzionale, ed è costretta a piegarle su misura della sua necessità cogente e contingente, a misura di una miseria politica e istituzionale che forse non ha precedenti: e non può trovare complici.  Le opposizioni, tutte, lo hanno capito.  E lo ha capito bene anche Fini che in forma progressiva si tura fuori dal gioco.  Un leader e uno schieramento che hanno bisogno di un abuso di potere in forma di legge o di decreto anche per poter continuare a fare politica, non possono avere un futuro. 

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