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VASCO ROSSI FRA BRANI-MITO E LASER…E’SEMPRE QUI

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E’ in assoluto il cantante di cui ho visto più concerti.  Solo della PFM ne ho visti di più. Ma è diverso: ho iniziato nel 1980.  All’uscita del concerto  mi chiedevo se davvero fosse stata l’ultima occasione per vederlo  cantare a Roma? Chissà se manterrà fede al suo proposito di dimissioni da rocker. A vederlo, a sentirlo, direi proprio di no. Vasco Rossi  in concerto allo stadio  Olimpico  ha presentato un’ antologia di brani entrati ormai nella nostra storia musicale, meglio dire nel mito («Un senso», «Vivere», «Siamo soli», «Senza parole», «Ti prendo e ti porto via»), più alcuni ripescati dopo anni in cui non sono stati riproposti («Non l’ hai mica capito», «Non mi va», «Alibi», «Canzone»). Ma anche gran parte delle canzoni del nuovo album «Vivere o niente». Tre  ore di rock assoluto, troppe per lui, in una scenografia esorbitante, fuochi d’ artificio, laser, fiamme. Vasco Rossi ha fatto fare un lungo viaggio al suo rock.  Tra i 135 mila fan osannanti dell’Olimpico, spiccava un cartello: «Dimissioni respinte», in riferimento a quell’intervista in cui Vasco aveva detto di sentirsi pronto, a sessant’anni, a dimettersi dal ruolo di rockstar. Il suo è stato finora un viaggio che lo ha portato in territori difficilmente accessibili. Dalla natia Zocca è arrivato fino al Festival di Venezia e poi alla Scala. Al festival del cinema andrà il documentario sull’autore di «Albachiara» per la regia di Alessandro Paris e Sibylle Righetti. Nel tempio della classica milanese debutterà, a marzo 2012, «L’altra metà del cielo», che ha come esauriente sottotitolo «Le figure femminili nelle canzoni di Vasco». Che davvero sia il suo ultimo tour?

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