VINCE IL “SI” E TERAMO NON AVRA’ PIU’ RAPPRESENTANTI

VINCE IL “SI” E TERAMO NON AVRA’ PIU’ RAPPRESENTANTI

“Straniante, stralunata, l’esperienza di un paesaggio conosciuto eppure all’improvviso deformato, qualcosa di familiare ma che non si mette più a fuoco, è in dissolvenza. Una lenta caduta, come nei sogni”. Prendo a prestito questa immagine di Leonardo Sciascia per descrivere lo stato della istituzione centrale della nostra democrazia. Il Parlamento, nella nostra Costituzione, è il cuore del sistema democratico e infatti è stato l’oggetto di ogni tentativo di riforma degli ultimi trenta o quaranta anni. Ora ci risiamo: se non ci fosse stato il covid avremmo già votato per il referendum che è chiamato a confermare o meno la legge costituzionale di nove mesi fa che ha tagliato il numero dei parlamentari. Da 630 a 400 i deputati, da 315 a 200 i senatori.

Il Parlamento minacciato da un referendum truffa a cui bisogna dire NO. Nessuno sembra avere interesse fino a questo momento e se ne capisce il motivo. Un referendum che taglia i parlamentari senza accompagnare il provvedimento ad un’altra riforma, a un qualche cambiamento. La massa imbufalita sembra come indiavolata, E’ tutto un grido, è tutto un lazzo, urla e grida e non capisce più un lazzo. “Revolucion! Revolucion!” E’ forse oggi il giorno nuovo annunciato dai profeti ? “Revolucion! Revolucion!” Ogni cittadino risparmierà ben 50 centesimi. Quasi un caffè. Eddai su, ci sono motivi di gioire. Non sentiremo più parlare di CCC, CPP, PPP, PUPUPU, Comunisti, Fascisti, tutto ciò che è sotto il 5% non avrà più rappresentanza nelle istituzioni nazionali, non esisterà più se non perdendo la propria identità. Secondo me è sbagliato. Ma oggi è difficile sostenere che si è contro il taglio dei parlamentari. La rabbia bavosa contro la democrazia parlamentare e il sistema democratico, che sarà imperfetto ma resta il miglior sistema di tutela della libertà di espressione e rappresentanza, salvo poi votare liberamente ladri, banditi, inquisiti, cocainomani, troie, quando e se pensiamo che possano fare il nostro interesse.

La cagnara qualunquista sui costi della politica, mentre i veri costi sono quelli legati agli sprechi, figli delle ruberie in tutti gli ambiti, dove tutti vorrebbero mettere le mani. L’enfatizzazione del qualunquismo, e il trionfo della tronfia ignoranza, rendono ogni discussione sterile. Quindi evitiamo di farla. Anche perché rabbrividisco nel sostenere che Sgarbi – questa volta – ha ragione. Tremo alla sola idea di pensarla come Casini. Dei risparmi, della semplificazione, dei rischi di rappresentanza ed effetti collaterali: problemi e benefici della riforma, non gliene frega niente a nessuno. Viva l’Italietta. Andiamo avanti. Come sanno in pochi – non trattandosi di materia abitudinaria di Non è la Durso – la ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti..

Questi tagli sono una modifica sostanziale dell’assetto parlamentare che comporterà una serie di potenziali effetti collaterali, che è necessario non sottovalutare. Un minor numero di eletti, infatti, rischia, di porre uno sbarramento quasi invalicabile per i partiti più piccoli. Con qualunque legge elettorale, le soglie implicite per accedere all’aula saranno altissime. Per cui una parte delle regioni italiane eleggerà 3/4 senatori, con una rappresentanza limitata ai due /tre partiti maggiori. Si tratta dunque di una riforma che trasformerà il Parlamento in una Camera elitaria in cui saranno rappresentate le grandi città, ma dove non saranno rappresentati i cittadini delle piccole province come Teramo, che, in futuro, si dovranno scordare la conoscenza diretta di un parlamentare o la sua presenza sul territorio, per rappresentare e tutelare il territorio. Voi mi direte: ma neppure oggi ci sono dei parlamentari che vivono, conoscono e tutelano il territorio. E avete ragione. 

Quando c’erano i Tancredi e Ginoble hanno fatto tutto tranne che tutelare il territorio. Per non parlare di Bernardino. E anche questo è vero. Certo ci sarà un risparmio. Ma, per dare un ordine di grandezza, anche arrotondando a 100 milioni i risparmi che si avrebbero ogni anno con il taglio dei parlamentari, questa cifra rappresenta lo 0,005 per cento scarso del debito pubblico italiano e un seicentesimo scarso di quanto spende il nostro Paese ogni anno di soli interessi su tale debito pubblico. 100 milioni sono troppi per la nostra democrazia ? O sono troppo per quattro sgallettate che sembrano in una perenne sfilata di moda, con nasi e labbra rifatte, per alcuni noti cocainomani noti a tutti, per della facce da faccendieri, per una banda di ignoranti e qualche balordo. Tutte belle persone. Che ci rappresentano bene. Perché votate da noi.

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