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VOGLIO SCEGLIERE IO COME MORIRE

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Un  governo liberticida, delegittimato, zeppo di ladri con  ministri collusi con la mafia, in sfregio ad ogni ad ogni volontà dei cittadini  ha estratto a sorpresa come un coniglio dal cappello una legge che di fatto vieta la dichiarazione anticipata di volontà espropriando la persona della possibilità di esercitare il diritto di scelta sulla propria vita. Prima di questo provvedimento la Dat nel nostro paese non era regolata, oggi è impedita. Si potrà esprimere, non la volontà ma un semplice orientamento – ed è davvero difficile capire come la volontà di una persona possa diventare un orientamento – soltanto nel momento in cui c’è assenza di attività cerebrale. Tutto questo è mosso da un’ipocrisia, quella di chi dice che non avrebbe voluto alcuna legge, ma siccome è entrata in gioco un’autorità terza – il solito magistrato – allora è diventato necessario provvedere a normare questa materia. Credo che il legislatore possa anche assumersi la responsabilità di intervenire su una materia tanto delicata se lo fa in maniera mite, condivisa, non invasiva, mettendo in atto norme facoltizzanti, ovvero che non costringono a fare e non sono autoritarie. Anche nel caso Englaro non ho mai avuto certezze.

Mi sono chiesto molte volte se la volontà di Eluana è stata violata per molti anni dall’accanimento terapeutico o è stata violata nell’ultimo momento, dall’interruzione delle terapie. Me lo sono chiesto molte volte e l’unica certezza è che dobbiamo dire no all’eutanasia e all’accanimento terapeutico. Noi siamo i padroni della nostra vita. Con questa legge la domanda diventa: chi sta espropriando la persona della possibilità di esercitare questo diritto? Chi viene espropriato e da chi viene espropriato? Dal medico? Non sembra, perché gli vengono legate le mani. Dal familiare? Neppure, perché la sua volontà è annullata da queste norme. Dal fiduciario? Ma non si capisce che ruolo abbia. In realtà, è la persona ad essere espropriata da una legge scritta da un legislatore autoritario, distante, che non è in grado di capire davvero quello che si muove nel cuore delle persone, nella volontà delle persone. Siamo ancora in tempo, fermiamoci, c’è un’altra ipocrisia che si sta consumando. La legge dice che nutrizione e alimentazione devono essere sempre garantite. Si cancella così la volontà  di un uomo che, quando è in grado di intendere e di volere, può rinunciare a questi trattamenti e che non può farlo, ora per allora, quando sarà privo di quella volontà alla quale vi volete sostituire come legislatore. Mi chiedo a quale antropologia si ispira questa legge. Non certo a quella liberale, non certo a quella cristiana: perché il fondamento del rapporto tra il Dio di Gesù Cristo e gli uomini è la libertà della persona.

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